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Acanthuridae PDF Print E-mail
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Sunday, 21 November 2010 21:39

Famiglia  ACANTHURIDAE

La famiglia Acanthuridae appartiene al sottordine Acanthuroidei dell’ordine perciformes a cui appartengono le famiglie Zanclidae e  Siganidae. A volte la famiglia Zanclidae viene classificata                        come una sottofamiglia (Zanclinae) della Acanthuridae.

Gli acanthuridi si distinguono per un aculeo affilato e lanceolato ai due lati del peduncolo                             caudale. Questi aculei, sviluppatisi da una squama, sono nascosti in un solco e possono essere                         eretti in modo che punte vengano orientate obliquamente in avanti. quando sono alzati                       costituiscono un’arma terribile contro gli attaccanti ai quali vengono inferti con la coda veloci colpi                    laterali. Questi aculei taglienti, possono provocare nell’epidermide dei pesci ferite profonde. In talune              specie essi si contraddistiguono in maniera particolare per il colore del solco, quello dell’aculeo stesso            oppure della pelle circostante. Probabilmente questa colorazione funge da “ammonizione”:il pesce che ha fatto conoscenza con quest’arma micidiale di un pesce chirurgo in futuro probaato che in natura la maggior parte degli acanthuridi vive in branchi più o meno grandi, all’interno di questi si combatte frequentemente soprattutto quando due individui si avvicinano troppo. Diregola pero silimitano ad atti intimidatori durante i quali i due avversari mostrano i fianchi ed accennano colpi di coda senza però toccarsi. Normalmente questo comportamento è sufficiente per allontanare i contendenti. Però in un acquario dove non ci sia spazio sufficiente per” scansarsi” si possono verificare tra acanthuridi di specie anche differente delle lotte con esito anche mortale, soprattutto quando la livrea è molto simile. Si può cosi assistere a combattimenti accaniti tra Aanthurus leucosternon e Acanthurus japonicus che si trovino nello stesso acquario. La stessa cosa si verifica tra Acanthurus lineatus e canthurus sohal. Anche i pesci non appartenenti alla famiglia degli Acanthuridi possono essere aggrediti quando arrivano in un acquario come nuovi ospiti. Di regola l’aggressività verso i pesci non appartenenti alla famiglia diminuisce dopo alcuni giorni se l’esemplare aggredito ha a disposizione un numero sufficiente di nascondigli. Pertanto esclusa l’aggressività contro esemplari della stessa specie o altri della propria famiglia con livrea simile, gli acanthuridi possono essere considerati relativamente pacifici. Essi possono convivere in acquario anche con pesci molto piccoli, ma non devono tuttavia essere introdotti in un acquario con inertebrati poiché si nutrono facilmente di spirografi, stelle marine, piccoli gamberetti e granchietti.

L’aculeo alzato sul peduncolo caudale ricorda per la sua forma un bisturi e per questo volgarmente gli Acanthuridi vengono chiamati pesci chirurgo. Le specie dei generi Naso e Prionurus non sono pero dotati di un aculeo, ma di spine immobili che a volte sono soltanto piccole gibbosità ossee in grado tuttavia di provocare delle ferite. Proprio per tale differenza questi due generi sono classificati da alcuni scienziati una propria famiglia Nasidae. Quest’opinione tuttavia non è condivisa dalla maggior parte degli esperti di tassonomia.

Gli Acanthuridi nuotano, come i Labridi e gli Scaridi, con lòe pinne pettorali determinando cosi un movimento natatorio ondeggiante. La pinna caudale viene invece usata come timone. Quando i pesci hanno raggiunto una certa velocità, usano le pinne pettiorali come “ali” muovendosi per un certo tempo come sospesi. Le pinne pettorali vengono usate anche per pulire gli occhi; addirittura i pesci possono con esse”grattarsi” sul capo, cosa che del resto si può osservare anche in altri pesci, come ad esempio nei labridi e in alcune specie della famiglia Nemipteridae.

In genere i pesci chirurgo sono animali molto vivaci, almeno quelli appartenenti ai generi Acanthurus e Paracanthurus e ogni tanto vogliono anche poter nuotare velocemente. Sono molto agili e possono nuotare a grande velocità tra gli ostacoli più svariati. Acquari larghi e lunghi sono per tanto ipiù adatti per le necessità vitali di questi pesci. Acquari piccoli sono assolutamente inadatti. I pesci appartenenti del genere Zebrasoma e ctenochaetus sono molto più tranquilli e si muvono con cautela tra i coralli per questo sono più adatti per piccoli acquari. Gli appartenenti del genere Naso sono da collocare tra i due gruppi sopra mensionati. In natura essi si trovano, come le specie Acanthurus e paracanthurus, nelle acque libere sovrastanti le barriere coralline;si ritiranomeno frequentemente tra i coralli e nuotano più lentamente e meno affannosamente.

Tutti li acanthuridi adulti si nutrono di anghe e di piante marine.

Insieme con altri pesci marini essi hanno cura di limitare la crescita delle alghe nel reef. Nelle barriere coralline, dove vivono molti pesci fitofagi, le alghe non superano la lunghezza di pochi millimetri. Se pero vengono protette da una rete metallica, in modo che i pesci non possano raggiungerle, esse nel giro di poche settimane diventano lunghe e grosse. Gli acanthuridi brucano le alghe per tutto il giorno. I loro denti a forma di spatola, con i margini seghettati, sono particolarmente adatti per falciare anche le alghe più piccole; quelle più lunghe presentano invece delle difficoltà poiché non si possono tagliare facilmente con questo tipo di denti. A causa della loro dieta vegetariana i pesci chirurgo hanno un apparato intestinale lungo. Mote specie inoltre hanno lo stomaco provvisto di una tonaca muscolare di eccezionale spessore, perché oltre allle alghe inghiottiscono alghe sabbia ed altre sostanze dure. Nello stomaco questo materiale viene usato per macinare le dure pareti cellulari delle alghe in modo da renderle più facilmente e più velocemente digeribili. Le specie  che non dispongono di uno stomaco con tonaca muscolare spessa, non ingeriscono neppure sostanze solide e dure.

In cattività tutti gli Acanthuridi devono essere nutriti con mangime vegetale se si vuole allevarli a lungo e in buona salute. In primo luogo si somministrano naturalmente alche finemente triturate. Al posto delle alghe o come mangime supplementare si anche offrire insalata spinaci sbollentati e cubetti di farina di alghe. Questi cubetti si possono anche realizzare in casa con farina di alghe e colla di pesce.

La riproduzione degli acanthuridi a quanto si conosce avviene per mezzo di deposizione di uova in branchi abbandonandole semplicemente in acqua vicio la sua superficie.

Per molti acanthuridi esiste una livrea giovanile ed una adulta che viene cambiata alla lunghezza di circa di 8 cm di lunghezza dell’esemplare in età giovanile il colore della licrea è tendente al giallo.

Fino ad ora sono state classificate circa 100 specie di questi magnifici pesci dal fare curioso e giocoso, sicuramente tra i più ben voluti ospiti dei nostri acquari.

Acanthurus forskal (1775)

  • diffusione: Oceano atlantico, Mar dei Caraibi, Mar Rosso, oceano Pacifico, Oceano Indiano

Acanthurus achilles(1803)

  • diffusione: Oceano Pacifico, soprattutto intorno ad atolli al centro della zona tropicale delle hawaii.
  • lunghezza: fino a 18 cm; in acquario rimane normalmente più piccolo.
  • biotopo: barriere coralline, principalmente nelle zone di risacca e di forti correnti.
  • comportamento in natura: vive in branchi di 30 -40 esemplari
  • comportamento in acquario: se tenuto in acquari piccoli è aggressivo nei confronti di esemplari della stessa specie. anche in acquari grandi non è semplice da tenere in gruppi. Necessita di mangime animale e anche di mangimevegetale

Negli esemplari inferiori ai 6 cm la macchia caudale non è ancora visibile.

Pesce molto sensibile alle parassitosi in acquario, il suo colore cosi scuro viene mantenuto solo se il pesce è in buona salute.

Acanthurus japonicus(1930)

  • diffusione: con certezza vicino alle isole Riu-Kiu e nelle filippine.Probabilmente la sua diffusione è più estesa.
  • lunghezza: fino a 18 cm.
  • comportamento in natura: vive in grandi branchi di circa 60 esemplari. Raramente nuota in piccoli branchi. Nuota a distanza di 60 cm da un esemplare all'altro.
  • comportamento in acquario: in piccoli acquari è molto aggresivo con esemplari della stessa specie e addirittura con pesci dalla simile livrea, per questo motivo è consigliato allevare A.japonicus non insieme ad altri pesci simili.

Acanthurus leucosternon(1832)

  • diffusione: Oceano Indiano, Arcipelago Indo-Australiano.
  • lunghezza: fino a circa 30cm; in acquario rimane molto più piccolo
  • biotopo: barriere coralline con alghe o zone rocciose con alghe
  • comportamento in natura: vive in grandi branchi fino a 30 esemplari e gli esemplari giovani vivono sovente in acque basse addiritture in pozze sotto costa.
  • comportamento in acquario: Questa specie è difficile aclimatamento in cattività perchè appena importato non accetta alimentazione artificiale per cui si consiglia di cominciare ad alimentarlo almeno con cibo congelato(artemia salina) per poi passare ad un cibo secco sia animale ma prevalentemente vegetale,quando accettato anche spinacio sbollentato o broccoli. Per l'allevamento si consiglia una vasca di adeguate dimensioni e una convivenza senza pesci simili o Acanthuridi in quanto molto timido si rischia che non si ambienti deperendo e non accettando il cibo.

Acanthurus olivaceus(1801)

  • diffusione: Arcipelago Indo- Australiano. Oceano pacifico.
  • lunghezza: fino a 25 cm, in acquario rimane circa 15/18cm
  • Biotopo: fondali sabbiosi delle barriere coralline e praterie di alghe
  • Comportamento in acquario: vive in piccoli branchi nella praterie di alghe.
  • Comportamento in acquario: di facile allevamento , specie poco aggressiva con i suoi simili, accetta cibo sia vegetale che animale.

Acanthurus Sohal

  • Diffusione: Barriere coralline del mar rosso.
  • Lunghezza: In natura raggiunge i 40 cm, in acquario appena i 25cm
  • Biotopo: Barriere coralline
  • Comportamento in natura: Vive in piccoli branchi sopra le accorpare nella barriera
  • Comportamento in Acquario: Specie abbastanza facile da allevare, come tutti gli Acanthuridi necessita di alimentazione vegetale, particolarmente soggetto a parassitosi cutanee.

Naso lituranus

  • Diffusione: Mar Rosso, Oceano Indiano e Pacifico.
  • Lunghezza: In natura raggiunge i 50 cm, in acquario solo 25cm
  • Biotopo: Lato esterno delle barriere coralline, in acque profonde.
  • Comportamento in acquario: Di facile allevamento se preso giovane, gli esemplari adulti accettano difficilmente cibi secchi, nutrire con dieta a base vegetale, non loquace con la stessa specie.
  • Comportamento in natura: Specie solitaria, vive in coppia nelle barriere Coralline in acque basse , nelle distese di alghe.

Paracanthurus hepatus

  • Diffusione: Oceano Indiano e Pacifico.
  • Lunghezza: Fino a 18 cm
  • Biotipo: Barriere coralline
  • Comportamento in natura: Vive nei pressi delle barriere coralline in branchi numerosi nutrendosi di alghe.
  • Comportamento in acquario: Specie relativa semplicità di allevamento, molto soggetto a parassitosi cutanee, necessita di cibo prevalentemente vegetale ma anche animale, buona convivenza con altre specie di pesci, anche della stessa specie.

Zebrasoma flaviscens

  • Diffusione: Oceano Pacifico, isole Hawaii
  • Lunghezza: 18 cm
  • Biotopo: acque calme delle barriere Hawaiane
  • Comportamento in natura: Nuota in coppia o solitario, si nutre di alghe.
  • Comportamento in acquario: Gli esemplari giovani sono semplici da allevare mentre gli adulti sono di difficile acclimatazione, aggressivo nei confronti di altri pesci nella difesa del territorio. Pesce estremamente vegetariano.

Zebrasoma scopas

  • Diffusione: Oceano Indiano e pacifico
  • Lunghezza: 18 cm
  • Biotopo: Lagune con coralli solitari
  • Comportamento in natura: Pesce vegetariano, gli esemplari giovani nuotano in piccoli branchi, gli adulti nuotano in coppia.
  • Comportamento in acquario: Come tutti gli esemplari della stessa specie si nutre di vegetali,di semplice allevamento, ma sensibile a vasche affollate o con pesci molto voraci.

Zebrasoma xanthurum

  • Diffusione: Ceylon, Mar Rosso
  • Lunghezza: 20 cm
  • Biotopo: Barriere coralline nella parte verso il mare aperto.
  • Comportamento in natura: Durante il giorno nuota in coppia cibandosi di alghe e di molluschi in esse annidati, al crepuscolo si raduna in branchi di circa 100 esemplari, standosene sopra il Reef
  • Comportamento in acquario: Specie di facile allevamento, molto aggressivo verso esemplari della stessa specie, ed individui appena introdotti, si ciba di alghe ed è soggetto a parassitosi cutanee.


     

     

Last Updated on Saturday, 19 November 2016 21:20