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Dinoflagellati PDF Print E-mail
Written by Administrator   
Tuesday, 13 February 2018 13:08

Dinoflagellati, Oodinium.

Oodinium pillularis è un dinoflagellato che sottoforma di parassita nell epidermide dei pesci raggiunge 100 um di dimensioni, in questo stadio è visibile ad occhio nudo mentre negli stadi iniziali è quasi invisibile.

Gli organi colpiti principarmente da questo dinoflagellato parassita sono l'epidermide, le branchie e sporadicamente l'intestino.

i principali sintomi di questa infezione sono molto visibili in stato avanzato, sia dai comportamenti dei pesci che da osservazione accurata.

tutto il corpo del pesce risulta opaco, e in casi avanzati come ricoperto di velluto giallastro-marrone chiaro. alcune volte si notano frammenti di mucosa che si staccano.

Le branche, colpite duramente da questo parassita, non riescono più ad apportare il necessario ossigeno al sistema del pesce, facendolo soffrire di vere e proprie crisi respiratorie, ciò e dovuto alla proliferazione di Oodinium all'interno delle lamelle branchiali, colonizzate da massicci grappoli a forma di pera che ostruiscono la respirazione.

Il parassita, si inserisce nella pelle del pesce con degli uncini a mo di radici con cui si nutrono di materiale biologico del pesce stesso, nel frattempo distruggono completamente le cellule da cui si sono nutriti in precedenza.

Quando Oodinium si e nutrito a sufficienza si stacca dal pesce per adagiarsi sul fondo dell'acquario in attesa di un nuovo ospite, dopo essersi riprodotto.

Le spore possono stare libere nell'acqua senza ospite fino ad un massimo di 24 ore.

  1. Barbus affetto da Oodinium Pillularis

Barbus pentazzona affetto d Oodinium Pillularis.

Un altro dinoflagellato molto comune è Oodinium Occellatum che colpisce i pesci della barriera corallina, in acquario si sviluppa in pesci appena importati o in condizioni chimiche d'acqua critiche.

i sintomi di questo parassita è assolutamente somigliante ad Oodinium Pillularis, in oltre un sintomo tipico di inizio parassitosi è comportamentale. I pesci si sfregano su corpi solidi come se volessero grattarsi via i parassiti.

In alcuni casi estremi infezioni opportunistiche attaccano l'epidermide dei pesci infetti, come fungi e batteriosi più o meno gravi.

Nella cura di questi dinoflagellati, che sia Oodinium pillularis o Occellatus è determinate la diagnosi, prendendo la parassitosi in fase iniziale si hanno fino ad 80 per cento di probabilità di debellare completamente il parassita.

In caso in cui la diagnosi venga accertata in maniera tardiva la mortalità all'interno dell'acquario può raggiungere anche la totalità della popolazione ittica presente.

i sistemi di cura adottati per questi parassiti sono molto noti.

Il solfato di rame, il verde mlchite unito ad antibiotici del genere Acriflavina. sono la cura ideale, tuttavia altri metodi meno invasivi, come bagno di 20 minuti in acqua dolce a 25 gradi può aiutare il pesce a liberare le branchie, ma non risulta una una determinante.

N.B: le cure di solfato di rame DEVONO ESSERE FATTE ESCLUSIVAMENTE IN VASCHE DI QUARANTENA ADIBITE ALLE CURE, IN ASSENZA DI ROCCIA VIVA O DI QUALSIASI TIPO DI INVERTEBRATO.

Soluzione di base.: 1 grammo di solfato di rame, 0,25 acido citrico in 1 litro di acqua distillata.

Dosi in acquario: 12,5 ml di soluzione base in 10 litri di acqua d'acquario per una durata di 10 giorni, riposando il terzo, il quinto, e settimo giorno con metà della dose, quindi 6 ml per 10 litri d'acqua di acquario.

per una maggiore precisione di effetto, si consiglia di misurare durante la cura la quantità di rame all'interno della vasca di quarantena, che non deve mai scendere al di sotto dei 0,12 mg/l e non deve assolutamente superare o,18ml/l misurare a giorni alterni.

 

Paracanthurus Hepatus affetto da Oodinium Occeltus in stadio avanzato



Last Updated on Tuesday, 13 February 2018 14:09